Riportiamo le persone al centro

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Adhocracy, Sociocracy, Adaptive Organizations, Holacracy, Aequacy, Human Organizations, Humanocracy, Teal…l’elenco potrebbe continuare quasi all’infinito. Di modelli organizzativi che possono essere definiti “evolutivi” ce ne sono tanti, simili ma diversi. Tutti, però, vogliono curare la stessa “malattia organizzativa”, quella che si origina dalla gerarchia, dalla burocrazia, dal rigido controllo.

Si potrebbe parlare di burnout, utilizzando un termine scientifico, guardando alle persone, a quella risorsa fondamentale e dal valore inestimabile.

Come si misura il valore del capitale umano? Dal livello di felicità organizzativa.

Perché tutti gli altri mali dell’impresa, come le basse performance, l’inefficienza e la scarsa produttività, l’innovazione limitata, il focus sul breve termine, e i disastri ambientali sono, soprattutto, diretta conseguenza delle stesse situazioni disfunzionali: mancato engagement, sfiducia, apatia, atteggiamenti di vittimismo e di irresponsabilità. E spesso la causa è solo una: l’infelicità.

La soluzione è riportare le persone al centro.

Ma come? Attraverso un percorso evolutivo verso un modello organizzativo di tipo umano.

Per farlo bisogna iniziare immaginando e poi disegnando, in modo coerente, ciò che si è immaginato.

Immagina.

Immagina un’organizzazione che mette al centro le persone. Un’organizzazione che non ha più bisogno di gerarchie, coercizione e controllo ma che si auto organizza grazie alla motivazione, alla dedizione, all’impegno, alla responsabilità, alle capacità e competenze delle persone che la compongono.

Pensa ad un’organizzazione felice, di persone piene, creative, ispirate.

Pensa ad un’organizzazione dinamica, flessibile, performante, che non massimizza solo il profitto ma persegue un proposito evolutivo di scopo e valori, in cui le persone credono, si identificano, e per il quale si impegnano dando il meglio ogni giorno.

Immagina una realtà in cui non esiste più dualismo tra vita e lavoro, in cui il lavoro diventa espressione di vita per il raggiungimento di un obiettivo di lungo periodo.

Energia, passione, motivazione, fiducia, responsabilità sociale, sostenibilità, umanità, proposito evolutivo sono forze potentissime in grado di far emergere il potenziale sommerso di ogni organizzazione, e renderla capace di vivere e prosperare nella complessità attuale.

Disegna.

Partire dalla teoria per poi arrivare alla pratica attraverso un intervento di design organizzativo per adeguare l’intero modello ad una nuova concezione dell’organizzazione.

In una realtà VUCA (volatile, incerta, complessa e ambigua) anche il modello organizzativo evolve e si adatta alla moderna complessità.

Vision e Mission si uniscono in un proposito evolutivo, uno scopo che trascende e unisce tutte le persone all’interno dell’organizzazione, ingaggiate verso un unico condiviso obiettivo.

Si disegna così una nuova forma organizzativa, che segue lo scopo e la strategia dell’organizzazione, in cui struttura, processi e cultura si allineano all’interno di un modello nel quale la coerenza dei suoi elementi è garantita dalla centralità dell’uomo.

E’ così che, secondo una prospettiva ecosistemica, si origina una nuova triade, come i vertici di un triangolo equilatero, in reciproco equilibrio e in piena armonia tra loro: Profitto, Pianeta, Persone.

La struttura evolve da una forma gerarchica, che induce il conservatorismo e lo status quo, verso una struttura orizzontale, fluida e dinamica.

L’autorità non è più gerarchica, ma diventa diffusa e basata sul coordinamento tra pari, su valori di partecipazione ed inclusione e su una leadership orientata all’autorganizzazione.

I silos organizzativi e i compartimenti stagni lasciano il posto a spazi che favoriscono la comunicazione, la cooperazione e la co-creazione tra funzioni e ruoli diversi.

L’organizzazione diviene una Learning Organization, un sistema intelligente in grado di far emergere l’intelligenza collettiva di gruppo, che stimola ed ispira con spirito adattivo.

I processi organizzativi sono ridisegnati per favorire la responsabilità, la fiducia e l’inclusione. Le decisioni vengono prese rispetto a competenza, esperienza e vicinanza al problema.

Le persone sono orientate, motivate e rese consapevoli da una trasparenza “radicale” ed un’informazione diffusa. I feedback sono rapidi, significativi e costruttivi.

La forma più alta di intelligenza diventa quella emotiva, e le abilità richieste sono di tipo relazionale. Le competenze tecniche passano in secondo piano: le persone vengono scelte in base a valori e attitudini personali.

Il profitto diventa sostenibile, mezzo per la realizzazione di un bene comune, del benessere della collettività e del pianeta.

Ma soprattutto la leadership diventa gentile, energia potenziante ed aggregante, portavoce di valori e di una cultura condivisa.

Come in un’alchimia di fattori, la felicità organizzativa diventa una formula matematica…

(LG+SE+PE)X=Felicità Organizzativa

LG= Leadership Gentile

SC= Scopo Evolutivo

PE= Prospettiva Ecosistemica

Scritto da Sara Roggi